Text Size
Martedì, Marzo 09, 2021
L'Universo e il Sistema Solare La gigantesca macchia rossa di Giove

Le vecchie galassie ellittiche continuano a formare stelle, la vita nell'arsenico e le caratteristiche dei pianeti abitabili

Saranno anche vecchie ma le galassie ellittiche continuano a formare stelle. Lo ha stabilito l'intramontabile telescopio spaziale Hubble, che ha studiato quattro galassie ellittiche, lontane 40 mil...

Altre nuove prove della vita su Marte, i primi risultati di Alma e l'onda atmosferica gigantesca di Giove

C’è mai stata vita su Marte? Non lo sappiamo ma è molto probabile. A dircelo è la NASA, dopo le analisi eseguite dal rover Curiosity in missione sul pianeta. Curiosity ha scavato un piccolo buco i...

La Nasa censura alcune immagini di veicoli alieni fotografati sul Sole

È bufera sulla NASA! Alcuni appassionati di ufologia si sono accorti che alcune immagini, forse mostrate al pubblico dall’agenzia spaziale, senza ‘studiarle’ prima,  sono state ‘censurate’ . Nelle...

Costruito il primo motore molecolare elettrico

Costituito da una singola molecola, ha un diametro di un solo nanometro Il primo motore elettrico costituito da una singola molecola è stato realizzato da un gruppo di ricercatori dell...

Il misterioso Ufo verde avvistato in massa a Città del Capo

Quotidianamente, grazie soprattutto all’evoluzione delle reti sociali, si ricevono notizie di avvistamenti UFO (unidentified flying object, oggetto volante non identificato) che puntualmente spacca...

L'antico mistero di Senenmut, l'architetto che conosceva le stelle di costellazioni lontane

La tomba di Senenmut, vicino al tempio di Hatshepsut, nasconde dei segreti... la storia della costruzione delle piramidi egiziane e le origini della civiltà d'Egitto. Ma chi era Senenmut? Sen...

  • Le vecchie galassie ellittiche continuano a formare stelle, la vita nell'arsenico e le caratteristiche dei pianeti abitabili


    Publish In: News Astronomia
  • Altre nuove prove della vita su Marte, i primi risultati di Alma e l'onda atmosferica gigantesca di Giove


    Publish In: News Astronomia
  • La Nasa censura alcune immagini di veicoli alieni fotografati sul Sole


    Publish In: Le Prove
  • Costruito il primo motore molecolare elettrico


    Publish In: Scienza e Futuro
  • Il misterioso Ufo verde avvistato in massa a Città del Capo


    Publish In: Le Prove
  • L'antico mistero di Senenmut, l'architetto che conosceva le stelle di costellazioni lontane


    Publish In: Oopart Archeomisteri

La gigantesca macchia rossa di Giove

La caratteristica sicuramente più nota di Giove pianeta è la Grande Macchia Rossa (GRS, dall'inglese Great Red Spot), una vasta tempesta anticiclonica posta a 22º sotto l'equatore del pianeta. La formazione presenta un aspetto ovale e ruota in senso antiorario con un periodo di circa 6 giorni. Le sue dimensioni, variabili, sono 24-40 000 km × 12-14 000 km: è quindi abbastanza grande da essere visibile già con telescopi amatoriali. Le indagini infrarosse hanno mostrato che la tempesta è più fredda rispetto alle zone circostanti, segno che si trova più in alto rispetto ad esse: lo strato più alto di nubi della GRS svetta di circa 8 km sugli strati circostanti.Anche prima che le sonde Voyager dimostrassero che si trattava di una tempesta, vi era una forte evidenza che la Macchia non fosse associata ad altre formazioni più profonde dell'atmosfera planetaria, come d'altronde appariva dalla sua rotazione lungo il pianeta tutto sommato indipendente dal resto dell'atmosfera.


La Macchia varia notevolmente di colore gradazione, passando dal rosso mattone al salmone pastello, e talvolta anche al bianco; non è ancora noto cosa determini la colorazione rossa della macchia. Alcune teorie, supportate dai dati sperimentali, suggeriscono che possa essere causata dai medesimi cromofori, in quantità differenti, presenti nel resto dell'atmosfera gioviana.


Non si sa se i cambiamenti che la Macchia manifesta siano il risultato di normali fluttuazioni periodiche, né tantomeno per quanto ancora essa durerà;i modelli fisico-matematici suggeriscono però che la tempesta sia stabile e quindi possa costituire, al contrario di altre, una formazione permanente del pianeta.

Tempeste simili a questa, anche se temporanee, non sono infrequenti nelle atmosfere dei pianeti giganti gassosi: per esempio, Nettuno ha posseduto per un certo tempo una formazione affine,e Saturno mostra periodicamente per brevi periodi delle Grandi Macchie Bianche. Anche Giove presenta degli ovali bianchi (detti WOS, acronimo di White Oval Spots, Macchie Ovali Bianche), assieme ad altri marroni; si tratta tuttavia di tempeste minori transitorie, per questo prive di una denominazione. Gli ovali bianchi sono in genere composti da nubi relativamente fredde poste nell'alta atmosfera; gli ovali marroni sono invece più caldi, e si trovano ad altezze medie. La durata di queste tempeste si aggira indifferentemente tra poche ore o molti anni.

Nel 2000, nell'emisfero australe del pianeta, si è originata dalla fusione di tre ovali bianchi una formazione simile alla GRS, ma di dimensioni più piccole. Denominata tecnicamente Ovale BA, la formazione ha subito un'intensificazione dell'attività e un cambiamento di colore dal bianco al rosso, che le è valso il soprannome di Red Spot Junior.

 

Viaggio all'interno della macchia rossa



blog comments powered by Disqus

Secondo te prima della nostra c'è stata un altra civiltà?

Wikipedia Affiliate Button
jeux gratuit