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Mercoledì, Giugno 19, 2019
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Il dossier "Ufo" divulgato nei giorni scorsi dall'FBI

La "propaganda comunista" di Joséphine Baker sotto le Torri e gli oggetti non identificati avvistati nel cielo di Bologna alla fine della seconda guerra mondiale. Entrambi i casi preoccupavano gli agenti dell'Fbi, tanto da finire in rapporti segreti inviati a John Edgar Hoover, potentissimo direttore del Federal Bureau. I due documenti sono stati divulgati dall'agenzia investigativa che dopo averli declassificati li ha pubblicati sul suo archivio on-line.

Più che un interesse era un'ossessione: l'Fbi seguiva, spiava, controllava gli artisti sospettati di propaganda anti-americana. In Europa, in Italia, fin sotto le Due Torri come è capitato alla cantante e ballerina Josephine Baker. L'artista, prima star internazionale di colore, finì con l'attirare l'attenzione dell'Fbi che su di lei, senza provare mai nulla, aprì un dossier. Negli anni '50, a sostegno dei loro sospetti, gli agenti raccolsero la testimonianza di un giornalista del New York Daily Mirror che l'avrebbe sentita a Bologna spendersi in una "propaganda anti-americana e pro-comunista". Poche righe, ormai pubbliche, che testimoniano solo quanto le antenne del Bureau fossero sensibili oltre Oceano.

Più corposo il secondo x-files bolognese contenuto nel dossier "Ufo" divulgato nei giorni scorsi. In un cablo inviato a Hoover il 18 luglio 1947 si riporta un verbale redatto in un ufficio di polizia del Connecticut pochi giorni prima. Uno scienziato americano, il cui nome è celato, testimonia di strani avvistamenti, alcuni dei quali in Italia, a Milano e Bologna. Sono i giorni dell'incidente ufologico di Roswell, uno dei casi più famosi e dibattuti: uno strano oggetto era da poco precipitato nel deserto del New Messico. Ancora oggi c'è chi parla di un disco volante e del recupero di presunti corpi alieni. Teoria, come risulta dai documenti oggi pubblici, condivisa dall'Fbi degli anni '40. In quei giorni così concitati lo scienziato informò l'agenzia che un suo amico, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, dall'osservatorio di Bologna aveva avvistato oggetti non identificati. Lo stesso era accaduto in altre città secondo una traiettoria ben definita intorno al globo. "Potrebbero essere bombe tedesche - viene messo a verbale - forse atomiche controllate via radio, dirette a terra o contro obiettivi specifici". La fantasia di un uomo affascinato dai complotti? Forse, ma la polizia federale degli anni '40, alle prese con alieni e dischi volanti, sembrò prendere la sua contro-teoria così seriamente da allegarla a un dossier classificato come "top-secret".


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