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Mercoledì, Agosto 12, 2020
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La battaglia Ufo di Los Angeles

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In prima pagina, sul “Los Angeles Times” del 26 febbraio 1942, il titolo a caratteri cubitali dice: “L’esercito dichiara che l’allarme è reale”.
25 FEBBRAIO 1942 PRIME ORE DEL MATTINO

Dozzine di riflettori della 37° Brigata di Artiglieria Costiera intercettarono immediatamente quella nave, apparsa come una magica e surreale lanterna nel buio e limpido cielo invernale sopra la città degli angeli. Pochi in città riuscirono a dormire dopo che i cannonieri della difesa costiera aprirono il fuoco scaricando centinaia e centinaia di raffiche di proiettili verso l’oggetto luminoso, avvistato inizialmente mentre fluttuava sopra gli studios Metro Goldwin Mayer di Culver City.

Il fragore delle artiglierie e il sibilio dei traccianti vennero avvertiti ovunque a Los Angeles, mentre i militari erano certi di essere riusciti a centrare il bersaglio… senza alcun risultato.
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Nella foto riprodotta e analizzata in queste pagine, si vede il cielo di Los Angeles come appariva all’altezza del fuoco incrociato.

Facendo attenzione alla convergenza delle luci dei riflettori si noterà chiaramente la forma della nave visitatrice all’interno dell’area illuminata.

E’ un Grande corpo volante, apparentemente del tutto incurante delle centinaia di proiettili contraerei esplosi di cui è fatto bersaglio, senza alcun effetto.

Comunque le perdite si contarono, ma a terra. Almeno sei persone morirono come risultato diretto dell’attacco dell’esercito sull’UFO, che lentamente e pigramente si fece strada verso Long Beach prima di dileguarsi definitivamente.
oggetto.jpgIl giorno dopo, solo sul quotidiano Los Angeles Times, in un articolo di spalla a firma di un redattore, apparve una descrizione dell’UFO. Se ne evince un senso dell’energia e dell’emozione di quella notte.

Il titolo recita: ” Una folla infreddolita guarda il cielo illuminato dai colpi dell’artiglieria. Le esplosioni forarono l’oscurità come piccole stelle fiammeggianti… le luci dei riflettori sembrano dita protese a scrutare il cielo notturno… Urlano le sirene antiaeree… “Prendete quegli sporchi invasori! ” e ovunque echeggiano le grida dei militari e della polizia. Ma l’oggetto nel cielo si muoveva lentamente, catturato al centro delle luci come il mozzo della ruota di una bicicletta circondato dai raggi splendenti.

Il fuoco sembrava esplodere in cerchio tutto attorno al bersaglio.

Gli astanti, tremanti al gelo del primo mattino, comunque non hanno avuto la possibilità di vedere un solo velivolo precipitare o bombe sganciate. “Forse è solo un’esercitazione”, ha rimarcato qualcuno.

“Test un accidente! ” è stata la risposta. “Non spari in aria tutto quel metallo a meno che non stai cercando di tirare giu’ qualcosa. ”

“L’oggetto bersagliato continuava a muoversi fiancheggiato dalle esplosioni vermiglie, mentre le casalinghe, avvolte dalle loro vestaglie, rabbrividivano e guardavano quella scena terrificante.”

In prima pagina, sul Los Angeles Times del 26 febbraio 1942, il titolo a caratteri cubitali dice: “L’Esercito dichiara che l’allarme è reale”, eppure nelle molte colonne dedicate all’evento, non appare la benchè minima descrizione dell’oggetto, per quanto fosse stato per oltre mezz’ora chiaramente inquadrato dall’occhio dei riflettori e visibile da centinaia di migliaia di cittadini.

Se non si era trattato di un falso allarme, cosa aveva penetrato lo spazio aereo di Los Angeles?

Su conferma della presenza sulla costa Sud di aeromobili non identificati da parte del comando a San Francisco, due le dichiarazioni ufficiali della Marina di Washington: la prima liquida la faccenda, per bocca del Segretario Frank Knox, con i “nervi scossi” della popolazione;

la seconda dichiara: “L’aereo che ha causato il blackout nell’area di Los Angeles per diverse ore questo mattino non è stato identificato”.

Il comando della Army’s Western Defense ha affermato che il blackout e le azioni contraeree sono state il risultato di un velivolo non identificato avvistato sull’area della baia.

La città è stata oscurata – conseguentemente all’ordine di sbarramento antiaereo emesso dal 14° Comando Intercettore – dalle 2:25 alle 7:21 del mattino dopo che un precedente

allarme giallo delle 19:18 era rientrato alle 22:23.

Il blackout si estendeva effettivamente fino al confine messicano e oltre, nella San Joaquin Valley. Non sono state sganciate bombe e non sono stati abbattuti aerei e miracolosamente, viste le tonnellate di proiettili lanciati in aria, solo due persone sono state ferite dalla caduta dei frammenti. (Quest’ultima affermazione del L.A. Times verrà successivamente smentita, portando il bilancio delle vittime a sei, N.d.R).

Video realizzato con le foto originali di quel fatidico giorno

 

 


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